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ISEE. COS’È, A COSA SERVE

Aggiornamento: 16 gen


L’Isee, ovvero l’Indicatore della situazione economica equivalente, è un documento che attesta lo stato economico di un nucleo familiare. Grazie ad esso si può accedere a varie misure di sostegno economico.

Ad esempio, l’assegno unico, il reddito di Cittadinanza, il bonus asilo nido e altre ancora. Tutte misure che approfondiremo nelle prossime newsletter.



Come si richiede

Per ottenere l’Isee è necessario presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) in cui vanno


inserite tutte le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. Questa dichiarazione va richiesta presso un centro di assistenza fiscale (CAF), il quale provvederà ad inviarla all’INPS. A questo punto la tempistica per ottenere l’Isee sarà di circa 10 giorni lavorativi.


In cosa consiste questa situazione economica equivalente che l’Isee attesta?

La situazione economica equivalente non è altro che il reddito del nucleo familiare a cui viene sommato il 20% del patrimonio, sia mobiliare e immobiliare, il tutto diviso per un coefficiente legato alla composizione dello stesso nucleo familiare.



In questo modo si ottiene quello che viene definito Isee ordinario e che fa riferimento alla situazione economica di due anni indietro. Quindi nel 2023 l’Isee riguarderà la situazione relativa al 2021.


Le diverse tipologie di Isee

Oltre a quello ordinario esistono anche altri tipi di Isee, calcolati in base alla tipologia di agevolazione che si vuole ottenere.


Ed ecco allora che abbiamo:

• l’ Isee universitario

• l’ Isee sociosanitario

• l’ Isee minorenni con genitori non coniugati e non conviventi

Esiste anche il cosiddetto Isee corrente, che fotografa la situazione economica in un periodo specifico e che permette di aggiornare il valore Isee qualora, ad esempio, la situazione lavorativa fosse mutata.



Il nucleo familiare

Quello che non cambia, tra le varie tipologie di Isee, è che per calcolarlo si fa sempre riferimento al nucleo familiare e quindi alla composizione anagrafica della famiglia.

Non sempre, però, è facile capire chi fa parte o non del nucleo familiare. Ci sono dei casi particolari da tenere a mente.

Ad esempio, coniugi e figli minori, anche se non conviventi, fanno parte dello stesso nucleo. Allo stesso modo appartengono allo stesso nucleo familiare i figli maggiorenni < 26 anni, non conviventi, senza coniuge e senza figli che sono a carico e inclusi nello stato di famiglia.

Gli esempi fatti sono due d


elle eccezioni principali, ma ce ne sono molte altre, come ad esempio i familiari iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (AIRE). O come la situazione di due persone separate, o divorziate, che hanno la stessa


residenza. Anche in questi casi, ai fini dell’Isee, si tratta di soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare.


Chi fosse particolarmente interessato agli aspetti relativi all’individuazione del nucleo familiari ce lo può segnalare in modo da approfondirlo in una prossima newsletter.


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A presto con la prossima news!

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